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Pubblicata in Economia Internazionale il 02-11-2015

 

La frenata dei Paesi emergenti spinge al ribasso la crescita mondiale,

 

 

mentre nelle economie avanzate, fra cui l'Italia, la ripresa migliora gradualmente. Il Fondo monetario internazionale ha tagliato dello 0,2% le sue previsioni di crescita globale per quest'anno e il prossimo portandole rispettivamente al 3,1% (in calo dal 3,4% dello scorso anno) e al 3,6%, definendo l'espansione «modesta». I rischi al ribasso sono più pronunciati rispetto alle ultime valutazioni del luglio scorso, secondo il "World Economic Outlook" appena diffuso a Lima, alla vigilia degli incontri annuali dell'Fmi e della Banca mondiale.

 

L'FMI ha indicato per le economie avanzate un tasso di crescita del 2% per il 2015 dall'1,8% del 2014, e del 2,2% per il 2016.

 

Tra le economie emergenti Russia e Brasile hanno registrato le più marcate revisioni al ribasso. Per Brasilia l'FMI stima una recessione del 3% quest'anno e dell'1% il prossimo mentre per Mosca indica un -3,8% per il 2015 ed un -0,6% per il 2016. La frenata delle materie prime peserà in particolare sui paesi in via di Sviluppo. Secondo il Fondo le economie emergenti hanno investito troppo, preso troppo denaro in prestito e non saranno piu' capaci di espandersi senza le necessarie riforme strutturali.

 

 

La regione crescerà del 4% quest'anno, secondo le stime dell'istituto. La percentuale è dello 0,2% inferiore a quella prevista nelle stime di luglio. Se le cifre saranno confermate, si tratterebbe del quinto calo consecutivo del tasso di crescita e un livello pari a quasi la metà di quello registrato sei anni fa.