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Pubblicata in Economia Internazionale il 29-11-2015

 

Le prospettive di crescita globale elaborate dall’Ocse segnalano che queste «si sono leggermente indebolite e sono diventate meno chiare negli ultimi mesi».

 

In particolare «l'outlook è peggiorato ulteriormente per molte economie emergenti», scrive l'Ocse, aggiungendo che «è atteso un rafforzamento della crescita nel 2016, ma i dubbi sul futuro potenziale di crescita restano».

Per il 2015, l'organizzazione prevede una crescita globale al 2,9% (0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di maggio), e per il 2016 al 3,3 (0,5 punti in meno).

 

USA.

 

 

 

 

L'economia americana si conferma in decelerazione nel terzo trimestre dell'anno, ma meno di quanto ipotizzato inizialmente. Il Dipartimento del Commercio americano ha annunciato una revisione al rialzo del PIL, che segna ora un'accelerazione al 2,1% dall'1,5% indicato nella stima preliminare. Il dato risulta in linea con le aspettative del mercato che stimavamo infatti una revisione al 2,1%. Nel secondo trimestre del 2015 invece l'economia era cresciuta di un più robusto 3,9%.

 

Giappone. Il governo giapponese conferma le proprie stime di crescita affermando che l'economia si sta riprendendo moderatamente

 

 

 

 

. Nel consueto rapporto economico mensile, l'esecutivo ha tagliato le previsioni sugli investimenti avvertendo sulle difficoltà di alcuni settori, in particolare la produzione e le esportazioni.

 

Area euro. L’attività economica mondiale è rimasta moderata nel terzo trimestre del 2015,

 

 

 

 

con notevoli divergenze tra le principali economie. La crescita sembra aver perso slancio negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dopo il rafforzamento dell’attività economica osservato nel secondo trimestre, e ha continuato a evidenziare un ritmo relativamente modesto in Giappone.

 

Germania. Secondo il Consiglio degli esperti economici, il PIL tedesco rallenterà all'1,6% nel 2016 dall'1,7% di quest'anno

 

 

 

 

. La stima di crescita, comunicata alla cancelleria di Angela Merkel, si porrebbe così al di sotto del target delll'1,8% fissato dal governo. Il gruppo di esperti si è mostrato anche molto rigido nei giudizi sull'operato della BCE, affermando che sta "creando significativi rischi alla stabilità finanziaria".