nota congiunturale febbraio 2016

Pubblicata il 24-01-2016

 

La crescita globale, attualmente stimata al 3,1 per cento nel 2015, dovrebbe accelerare al 3,4 per cento nel 2016 e al 3,6 per cento nel 2017. Lo afferma il Fondo monetario internazionale nel suo aggiornamento del World Economic Outlook,

 

 

in cui ha rivisto al ribasso le prospettive del 2016 e del 2017 di 0,2 punti percentuali, perché la ripresa dell'attività globale sarà "più graduale" rispetto a quanto previsto in ottobre, "in particolare nei mercati emergenti e in via di sviluppo".

 

Il Fondo ha rivisto al ribasso la crescita degli Stati Uniti, portandola al 2,6% sia nel 2016 sia nel 2017.

 

 

Le prospettive di crescita statunitensi vengono abbassate di 0,2 punti percentuali per i prossimi due anni rispetto a quanto stimato a ottobre.

 

Ha drasticamente

 

 

rivisto al ribasso le già pessime previsioni economiche sul Brasile: su quest'anno si attende una recessione del 3,5 per cento del Pil, dopo il pesantissimo meno 3,8 per cento già accusato nel 2015. Sul 2017 invece, nell'aggiornamento del World Economic Outlook, l'istituizione prevede una stagnazione, con una variazione nulla del Pil.

 

Dopo il 6,9% nel 2015

 

 

, il Fmi vede il Pil della Cina rallentare al +6,3% nel 2016 e al +6,0% nel 2017. "Un rallentameno più marcato del previsto della Cina verso una crescita più equilibrata, con ricadute internazionali attraverso i volumi di commercio, i prezzi delle materie prime e la fiducia", avrebbe "effetti di contagio sui mercati finanziari globali e sulle valutazioni dei cambi", si legge nel Weo.

 

Il Fmi stima al rialzo il Pil dell'eurozona al +1,7% nel 2016, pari a 0,1 punti percentuali in più rispetto a quanto stimato a ottobre.

 

 

Il Fondo conferma invece la previsione sul 2017, al +1,7%. Tra i principali Paesi, la Germania dovrebbe crescere nei prossimi due anni allo stesso ritmo dell'area della moneta unica, mentre la Francia dovrebbe segnare rispettivamente un +1,3% e un +1,5%. Il Pil della Spagna è atteso al +2,7% nel 2016 e al +2,3% nel 2017.