nota congiunturale sintetica febbraio 2016

Pubblicata il 24-01-2016

 

Ci si attende che la ripresa economica prosegua nell’area dell’euro. Il PIL in termini reali salirebbe dell’1,5% nel 2015, dell’1,7% nel 2016 e dell’1,9% nel 2017. Le prospettive complessive restano sostanzialmente invariate rispetto all’esercizio precedente; sono però migliorate quelle per la domanda interna, mentre per la domanda esterna risultano più deboli. L’inflazione dovrebbe aumentare nell’orizzonte temporale di proiezione, raggiungendo l’1,6% nel 2017. Le prospettive di inflazione sono state riviste lievemente al ribasso, soprattutto per effetto di una riduzione dei prezzi del petrolio.

 

Secondo le attese, nel 2016 e nel 2017 una serie di andamenti favorevoli continuerebbe a sostenere la ripresa trainata dalla domanda interna. L’orientamento accomodante di politica monetaria della BCE seguita a trasmettersi all’economia, come indicano un certo ulteriore allentamento delle condizioni di offerta del credito, la recente inversione di tendenza dei volumi di credito e il deprezzamento del tasso di cambio effettivo dell’euro. I bassi prezzi del petrolio dovrebbero favorire sia i consumi sia gli investimenti; la domanda interna beneficerà inoltre di politiche di bilancio in certa misura più espansive, anche in seguito al recente afflusso di rifugiati, che indurrebbe trasferimenti alle famiglie e consumi collettivi aggiuntivi. Con l’atteso diminuire delle esigenze di ridimensionamento della leva finanziaria nel settore privato, la domanda interna si dovrebbe rafforzare nei prossimi anni per effetto dell’acceleratore degli investimenti. Inoltre, i consumi sarebbero sostenuti da protratti miglioramenti nei mercati del lavoro. Per contro, ci si aspetta che la ripresa mondiale continui a fornire un contributo più modesto all’attività nell’area dell’euro, soprattutto a causa della debole crescita delle economie emergenti.