economia internazionale

Pubblicata in Economia Internazionale il 28-02-2016

L'OCSE nel suo Interim Outlook Economic afferma che la crescita globale resta ancora un miraggio, di fronte a un modesto recupero nelle economie avanzate e, a un'attività più lenta nei mercati emergenti e spieg che "i rischi sulla stabilità finanziaria sono considerevoli". Propone “una forte risposta collettiva per rafforzare la domanda". L'ente parigino stima ora una crescita del PIL mondiale in espansione al 3% nel 2016 e al 3,3% nel 2017 con un taglio dello 0,3% in entrambi gli anni.

 

USA. La Casa Bianca prevede che l'economia americana sara' in grado di accelerare il passo, nonostante le turbolenze finanziarie, il rafforzamento del dollaro e l'indebolimento del mercato petrolifero. Come emerge dalla proposta di budget 2017, la Casa Bianca, dopo il +2,4% del 2015, prevede una crescita del 2,6% quest'anno e il prossimo, il biennio migliore da quello 2005-2006, per poi assestarsi in media al 2,3% nel lungo termine. Le previsioni sono leggermente piu' pessimistiche  rispetto a sei mesi fa.

 

Giappone. Secondo la BoJ il Pil nipponico crescerà dell'1,5% nell'anno fiscale 2015 (chiude a marzo 2016) con un'inflazione allo 0,1%. La crescita si manterrà all'1,5% nel 2016, per rallentare nel 2017 al +0,3%. "I rischi sono al ribasso e includono quelli dalle economie oltreoceano". Intanto, a dicembre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 3,3% e nel 2015 si è attestato in media al 3,1%, due punti in meno rispetto al 2014.

 

Area euro. Nuove e non troppo ottimiste previsioni sono state pubblicate dalla Commissione europea sulla crescita nella zona euro. Gli economisti dell'esecutivo, preoccupati dal crollo del prezzo del petrolio e dal rallentamento delle economie emergenti, proprio come Mario Draghi, stimano per quest'anno una crescita di Eurolandia dell'1,7% rispetto all'1,8% indicato nell'autunno scorso.

 

Germania. L'economia della Germania dovrebbe accelerare il passo nel primo trimestre del 2016 grazie alla robusta domanda interna, sostenuta a sua volta dal solido mercato del lavoro e dal calo dei prezzi energetici. La stima, contenuta nell'ultimo Bollettino mensile della Bundesbank, giunge dopo la diffusione dei dati sul PIL del quarto trimestre del 2015, cresciuto dello 0,3% su base trimestrale e del 2,1% su base annuale.