Nota congiunturale sintetica

Pubblicata il 28-02-2016

Le previsioni d'inverno della Commissione indicano prospettive generali di crescita sostanzialmente invariate dall'autunno, anche se aumenta il rischio che, soprattutto a causa di fattori esterni, la crescita risulti inferiore a quanto anticipato. Nella zona euro la crescita dovrebbe raggiungere quest'anno l'1,7% rispetto all'1,6% dello scorso anno, per attestarsi all'1,9% nel 2017. Per l'UE invece si prevede che la crescita economica rimanga stabile all'1,9% quest'anno, portandosi al 2,0% l'anno prossimo.

Alcuni dei fattori che sostengono la crescita dovrebbero risultare più forti e più duraturi di quanto previsto in precedenza. Si tratta ad esempio dei bassi prezzi del petrolio, delle condizioni di finanziamento favorevoli e del basso tasso di cambio dell'euro. Allo stesso tempo però aumentano i rischi per l'economia e si affacciano nuove sfide: la crescita più lenta della Cina e di altre economie di mercato emergenti, la debolezza del commercio mondiale nonché le incertezze in ambito geopolitico e strategico.

Entro il 2017 si prevede un'espansione delle economie di tutti gli Stati membri, anche se con tassi di crescita del PIL che continueranno ad essere considerevolmente diversi, a causa sia di caratteristiche strutturali che di situazioni congiunturali.

Sia per l'anno in corso che per il prossimo i consumi privati rimarranno il principale motore della crescita, sostenuti da un miglioramento del mercato del lavoro e della crescita del reddito reale disponibile. Anche gli investimenti dovrebbero beneficiare gradualmente dell'aumento della domanda, dei maggiori margini di profitto, delle condizioni di finanziamento favorevoli e di una progressiva attenuazione delle pressioni per la riduzione dell'indebitamento.

L'occupazione dovrebbe continuare a crescere, anche se in misura modesta. Parallelamente dovrebbe proseguire la diminuzione dei tassi di disoccupazione, anche se a un ritmo più lento rispetto all'anno scorso. Questa riduzione dovrebbe essere più marcata negli Stati membri che hanno riformato il mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione della zona euro dovrebbe passare dall'11% del 2015 al 10,5% del 2016, per attestarsi al 10,2% nel 2017. Nell'UE la disoccupazione dovrebbe scendere dal 9,5% del 2015 al 9,0% di quest'anno, raggiungendo l'8,7% l'anno prossimo.