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Pubblicata in Economia Internazionale il 29-03-2016

 

L'OCSE nel suo Interim Outlook Economic afferma che la crescita globale resta ancora un miraggio

 

 

, di fronte a un modesto recupero nelle economie avanzate e, a un'attività più lenta nei mercati emergenti e spieg che "i rischi sulla stabilità finanziaria sono considerevoli". Propone "una forte risposta collettiva per rafforzare la domanda". L'ente parigino stima ora una crescita del PIL mondiale in espansione al 3% nel 2016 e al 3,3% nel 2017 con un taglio dello 0,3% in entrambi gli anni.

 

USA.

 

 

L'economia statunitense si conferma in buono stato di salute, anche se con molte differenza a seconda degli Stati e dei settori. E' questo, in estrema sintesi, quanto emerso dal Beige Book, la panoramica sull'andamento economico dei 12 Distretti in cui opera la Federal Reserve. Relativamente al periodo che va dall'inizio di gennaio al 22 febbraio, metà di essi ha riportato un'espansione tra il "modesto" e il "moderato", un numero in calo rispetto al precedente rapporto, in cui un simile tasso di crescita era indicato da nove Distretti.

 

Giappone. Secondo la BoJ il Pil nipponico crescerà dell'1,5% nell'anno fiscale 2015 (chiude a marzo 2016) con un'inflazione allo 0,1%.

 

 

La crescita si manterrà all'1,5% nel 2016, per rallentare nel 2017 al +0,3%. "I rischi sono al ribasso e includono quelli dalle economie oltreoceano". Intanto, a dicembre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 3,3% e nel 2015 si è attestato in media al 3,1%, due punti in meno rispetto al 2014.

 

Area euro.

 

 

La ripresa economica nell’area dell’euro sta proseguendo, sebbene all’inizio dell’anno siano emersi segnali di un rallentamento della crescita a fronte di un indebolimento del contesto esterno. I più recenti indicatori tratti dalle indagini congiunturali evidenziano per l’inizio di quest’anno una dinamica di espansione più debole rispetto alle attese.

 

Germania.

 

 

Gli esperti economici della Germania sono meno ottimisti sull'espansione del Paese. Il Consiglio tedesco composto dai cosiddetti cinque saggi (Christoph M. Schmidt, Peter Bofinger, Lars Feld, Isabel Schnabel e Volker Wieland) hanno rivisto al ribasso le stime sul PIL tedesco, prevedendo un'espansione del Prodotto Interno Lordo all'1,5% dal +1,6% stimato precedentemente.